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Due spezzini del Cnr smascherano la proteina delle crisi epilettiche

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Due spezzini del Cnr smascherano la proteina delle crisi epilettiche
Matteo Caleo e Chiara Cerri hanno firmato, assieme a un gruppo dell'Università di Trento, un importante studio destinato ad avere significative ricadute terapeutiche.
La Spezia - La frequenza delle crisi epilettiche in pazienti affetti da epilessia cronica può essere aggravata da eventi infiammatori acuti scatenati da comuni infezioni. Uno studio ha dimostrato per la prima volta che, bloccando la produzione di una proteina del gruppo delle chemochine nel cervello, si riesce a ridurre il numero e la frequenza di crisi epilettiche che si scatenano in presenza di un’infiammazione acuta dell’organismo. A queste conclusioni, destinate ad avere significative ricadute terapeutiche, sono arrivati il gruppo di Yuri Bozzi del Cibio dell'Università di Trento e gli spezzini Chiara Cerri e Matteo Caleo, dell'Istituto di neuroscienze del Cnr di Pisa. Non sono cose che fanno rumore come la farinata nel mondo (rispettabilissima, per carità) o una rete gonfiata da Calaiò, eppure quello messo a referto dai due ricercatori spezzini dai curricula pazzeschi - lei originaria del capoluogo, lui di Ceparana - è un punto di eccellenza, volendo usare questo termine, una volta tanto, non a sproposito.

La proteina chiave dello studio si chiama CCL2, una molecola pro-infiammatoria presente in elevate quantità nei pazienti epilettici. “ Il nostro studio - spiega nel bollettino del Cnr Caleo, diplomato al Pacinotti nel 1989 - rivela per la prima volta il ruolo cruciale e fino ad ora inesplorato di CCL2 nell’insorgenza delle crisi epilettiche. Bloccando CCL2 possiamo diminuire significativamente la frequenza delle crisi epilettiche che insorgono in seguito ad infiammazione. Per bloccare questa molecola possiamo ricorrere a farmaci già disponibili sul mercato o sperimentarne nuovi”. Tra le strategie impiegate nella ricerca per bloccare la produzione di CCL2 figura il farmaco Bindarit, fornito dalla ditta farmaceutica Angelini, che ha collaborato allo studio.
"Abbiamo indotto un'infiammazione sistemica tramite iniezione in animali epilettici - spiega la Cerri, classe 1982, parentucelliana - e abbiamo visto che in questi aumentano le crisi rispetto ad altri non trattati con agente infiammatorio. E il responsabile delle crisi è la proteina CCL2". Ora la ricercatrice spezzina abita a Pisa e, parola sua, torna a casa ogni volta che può per stare con la famiglia. Suo fratello è il signor teatro Andrea Cerri, direttore artistico di Fuori Luogo e presidente della Compagnia degli Scarti.

L’articolo frutto dello studio è stato pubblicato sulla rivista americana 'The Journal of Neuroscience'. Come autori 'senior' vengono indicati Matteo Caleo (ricercatore dell’Istituto di neuroscienze del Cnr) e Yuri Bozzi (professore di Fisiologia all’Università di Trento e responsabile del Laboratorio di Neuropatologia molecolare del CIBIO, oltre che ricercatore dell’Istituto di neuroscienze del Cnr). Primi firmatari sono Chiara Cerri (Istituto di neuroscienze del Cnr, Pisa e Accademia Nazionale dei Lincei, Roma) e Sacha Genovesi (Cibio, Università di Trento).

N.RE
06/04/2016 08:38:41

re@cittadellaspezia.com



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